Ai sensi delle Nuove Linee guida del Ministero della Salute del 28/03/2013, relative alla pubblicità sanitaria concernente i dispositivi medici, si avvisa l’utente che le informazioni ivi contenute sono esclusivamente rivolte agli operatori professionali
Ospedale di Comunità

L’Ospedale di Comunità (pt.3)

Riprendiamo l’analisi dell’Ospedale di Comunità (OdC) così come esso emerge all’interno del recente Piano di Riforma dell’assistenza Territoriale, meglio conosciuto come DM71. Negli articoli precedenti ne avevamo descritto obiettivi, caratteristiche organizzative e requisiti minimi (link alla puntata precedente: https://equipesanita.it/2022/04/29/ospedale-di-comunita-pt2/ ). Vediamo oggi come questo attore fondamentale dell’assistenza territoriale si posiziona ed al contempo si differenzia rispetto a Lungodegenza post acuzie (LDPA) ed RSA.
 
Gli Ospedali di Comunità, fra i diversi setting assistenziali, vanno a collocarsi fra la LDPA ospedaliera e le RSA esponendosi, per alcuni aspetti, a rischi di sovrapposizione all’una e all’altra tipologia di struttura.
 
Come da ricerche di Franco Pesaresi (2013, 2014, 2019a, 2019b), Chiatti et al. (2013) l’Ospedale di Comunità si colloca ad un livello di cure “intermedio”.
 
A ben guardare l’essenza delle differenze fra la LDPA e gli OdC sta in una minore presenza medica in quest’ultima struttura; mentre la differenza principale fra gli OdC e le RSA sta in un diverso mix del personale assistenziale: le RSA erogano una minore assistenza infermieristica ed una maggiore assistenza degli OSS.
 
Le modalità di accesso all’OdC sono le più ampie per quel che riguarda il soggetto inviante, ma i criteri per il ricovero per evitare un utilizzo inappropriato dei posti letto sono più rigidi rispetto agli altri due setting assistenziali.
 
Molti altri valori e standard degli Ospedali di Comunità sono intermedi rispetto alla LDPA e alle RSA, ma non la durata massima della degenza che è ancora più breve di quella dei reparti ospedalieri post-acuzie.
 
A livello di sistemi informativi, anche i 400 OdC previsti, dovranno dotarsi di un sistema per la raccolta, il periodico aggiornamento e la gestione dei contenuti informativi necessari al monitoraggio dell’attività clinica ed assistenziale erogata, assicurando la tempestiva trasmissione dei dati a livello regionale che dovrà provvedere alla alimentazione del Sistema informativo nazionale per il monitoraggio delle prestazioni erogate dai Presidi Residenziali di Assistenza Primaria/Ospedali di Comunità, nell’ambito del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) del Ministero della salute.
 
Riguardo a quest’ultimo punto Connect Informatics mette a disposizione la propria ventennale esperienza nella Cartella Clinica Elettronica di ultima generazione che già soddisfa i requisiti di molte RSA e strutture sanitarie e nella quale continuiamo ad investire per adeguarla agli standard della sanità territoriale in trasformazione.

Notizie Correlate
riforma territoriale

Cosa insegnano le esperienze di riforma territoriale già in essere ?

Nel quadro della riforma dell’assistenza territoriale introdotta dal DM77, molto sono gli aspetti e...
Leggi tutto
API standard per la Sanità

Perché pratica in presenza e pratica da remoto faticano a coesistere in un’unica piattaforma? 

L’approccio comune di chi progetta e sviluppa software, anche per uso clinico, è spesso...
Leggi tutto
Cartella clinica elettronica

PNRR Missione 6, facciamo il punto ! (Sept ‘22)

Nel contesto della Missione Sanità (M6) il 14 settembre ha rappresentato una scadenza importante....
Leggi tutto

Utilizzando il sito (cliccando sui link e navigando) accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi